Itinerario
Gli Ipogei di Agrigento

Un labirinto di gallerie che corre sotto la superficie e sul quale nei secoli si è detto tutto e il contrario di tutto. Leggende, racconti fantastici, tesori nascosti e miti che si sono intrecciati attraverso le dicerie popolari fino a ricoprire queste gallerie con un alone di mistero, che a volte grazie al lavoro di capaci studiosi ed esploratori delle profondità della terra è stato dissipato, sebbene ancora adesso molte sono le domande a cui non si riesce a dare risposta.

Il termine ipogeo deriva dal greco e significa sotterraneo, abitualmente infatti definisce tutti i tipi di cavità sotterranee scavate dall’uomo, nel caso specifico di Agrigento con questo termine ci riferiamo a una serie di cisterne e gallerie ad uso idrico, scavate durante la fase ellenistica della città e probabilmente implementate e riutilizzate nel corso dei secoli, anche con funzioni differenti. Si hanno infatti diversi esempi di utilizzo come cave, granai, stalle, depositi di vario genere, ma anche cripte e catacombe. In alcuni casi hanno avuto ruolo fondamentale durante l’ultimo conflitto mondiale, divenendo rifugi durante i bombardamenti o addirittura postazioni militari di importanza primaria per la difesa della costa e dello spazio aereo.

 

Particolare dell’ingresso dell’ipogeo di piazza Purgatorio

Le gallerie si estendono abitualmente per poche centinaia di metri, ma vi sono alcune di queste che risultano decisamente più lunghe e ramificate, come quella detta ”il labirinto” che si estende al di sotto della chiesa di San Lorenzo, presso la piazza Purgatorio, e si snoda tra le strade e le fondamenta delle case a nord della via Atenea. Accade così che anche gli agrigentini ne ignorino la presenza, nonostante la grande porta sormontata da un leone dormiente di pietra che fa la guardia all’accesso, infatti gi accessi a questi cunicoli sono spesso visibili nelle vie del centro, ”mascherati” come porte, cancelli e a volte come pozzi.

Ad oggi nonostante l’argomento sia di grande interesse turistico, non è ancora possibile visitare la maggioranza di questi splendidi siti, ma diverse realtà associative e amministrative della città stanno lavorando in tal senso. Tuttavia proprio nel cuore della Valle dei Templi, dentro il lussureggiante Giardino della Kolymbethra esiste un tour con accompagnatori esperti, che apre a tutti i visitatori la possibiltà di esplorare questo mondo misterioso e sconosciuto ai più. Infatti lo stesso giardino, rivestiva in epoca ellenica una grande importanza a livello ingegneristico, essendo una delle più sontuose opere idrauliche che la storia antica ci abbia tramandato. Si trattava di un’opera complessa per la raccolta delle acque, attraverso la confluenza di un torrente e di diversi ipogei, che portavano acqua al suo interno per creare quella che lo storico romano Diodoro Siculo definisce come una grande piscina sacra, utilizzata anche come intrattenimento dalla popolazione dell’epoca e chiara ostentazione della grandezza di Akragas. Tra i numerosi ipogei rinvenuti all’interno, l’ultimo in ordine temporale che è possibile visitare, fu riportato alla luce durante una fase di scavi del 2009, attraverso uno dei pozzi situati nell’area sacra di Porta V dedicata alle divinità Ctonie, Demetra e Persefone.

Questa galleria attraversa da un versante all’altro il costone roccioso su cui si ergono i templi, per una lunghezza di oltre 180 metri, ad una profondità massima di 12 metri. Al suo interno è possibile ammirare al contempo la capacità ingegneristica degli akragantini e la bellezza della natura, che negli oltre due millenni di vita del condotto, ha preparato alla vista del visitatore che farà il suo ingresso, alcune preziosissime formazioni come cannule e stalattiti che adornano il soffitto e le pareti creando un’atmosfera mistica in grado di riportare il viaggiatore all’epoca della sua costruzione. Si avrà anche modo di scoprire la presenza di fossili imprigionati nella roccia e risalenti a ere geologiche ancora più antiche, quando questa parte della nostra Sicilia era un fondale abitato da creature marine. Naturalmente la visita è assolutamente sicura e adatta anche ai bambini, grazie agli esperti accompagnatori e alle dotazioni di sicurezza. Quindi vi suggeriamo di provare questa esperienza incredibile e fuori dall’ordinario, per un tour alternativo nell’antica Akragas.

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